Non lascia dubbi l’ultimo “Rapporto Ossif” -l’Osservatorio intersettoriale sulla criminalità predatoria- istituito dall’Abi e partecipato, tra gli altri, anche da Confcommercio e Federfarma. Fotografa, purtroppo, una recrudescenza nel 2023 tanto delle rapine, quanto dei furti in farmacia, a dimostrazione sia di una delinquenza sempre più agguerrita ai danni delle attività commerciali e imprenditoriali, sia del fatto che le farmacie sono sempre nel mirino della criminalità.
Aumentano le rapine, pur registrando un decremento nel tempo, mentre in questi ultimi anni è aumentato di molto il numero dei furti. Conoscere le mappe di rischio (regioni e province) è importante per poter reagire e per cercare così di proteggersi da questi “atti predatori”
Le rapine in farmacia…
Le rapine effettuate nelle farmacie italiane, infatti, sono aumentate del 5,8% rispetto all’anno precedente, passando da 342 a 362, comunque sia sempre meno rispetto un decennio prima, quando questi reati avevano raggiunto la cifra di 1.256. Un decremento del 71% che fa ben sperare a dimostrazione (vedasi tabella n. 1) di un lento ma progressivo calo del fenomeno, che non di meno rimane sempre preoccupante (e devastante per chi lo subisce). Anche l’indice di rischio, che misura il numero di rapine ogni 100 farmacie e che risulta tra i più elevati, è di conseguenza lievemente aumentato rispetto al 2022, passando da 1,7 a 1,8, pur rimanendo tra i valori più bassi degli ultimi dieci anni (nel 2013 ci furono 7 rapine ogni 100 farmacie).
Interessante analizzare dove avvengono le rapine. Anche nel 2022 questi reati si sono concentrati prevalentemente nelle farmacie della Lombardia, dove si sono registrati 95 episodi, pari a un calo del 4% rispetto ai 99 casi del 2022. Seguono il Lazio con 63 rapine, il Piemonte con 54, la Campania con 46 e la Sicilia con 36. L’incremento delle rapine ha caratterizzato complessivamente 7 regioni tra cui, in particolare, il Lazio (+65,8%, da 38 a 63 rapine) e il Piemonte (+54,3%, da 35 a 54). Un calo si è, invece, verificato in 9 regioni, tra le quali la Puglia (-64%) e l’Emilia-Romagna (-42,9%).
Città e province a più alto rischio di rapina
Per quanto riguarda l’indice di rischio, risulta più elevato nel Lazio, dove si sono verificate 3,6 rapine ogni 100 farmacie. Un valore superiore a quello medio nazionale (1,8 rapine ogni 100 farmacie) è stato registrato anche in Piemonte (3,2), Lombardia (2,9), Campania (2,7) e Sicilia (2,2). Sicuramente più fortunate risultano le farmacie di Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Trentino Alto-Adige e valle d’Aosta, dove nel 2023 non si sono registrate rapine. Se analizziamo le città e province a più alto rischio, Milano risulta la più colpita con 69 rapine, una in più rispetto al 2022, seguita dalle province di Roma con 63 casi, Torino con 53, Napoli con 28 e Palermo con 21 (tabella n. 2). L’incremento registrato a livello nazionale ha caratterizzato complessivamente 30 province, tra cui Roma (rapine passate da 33 a 63) e Torino (da 34 a 53). Un positivo decremento dei casi, invece, si è verificato in 28 province tra cui Catania (da 16 a 8 rapine), Barletta-Andria-Trani (da 11 a 3) e Reggio Emilia (da 8 a una soltanto). Milano è risultata anche la provincia con il più elevato livello di rischio, con un valore pari a 7,7 rapine ogni 100 farmacie, seguita dalle province di Torino (7,3), Roma (6,1), Monza e Brianza (5,7) e Palermo (5,3).
…e I furti
A differenza delle rapine che, seppur aumentate nel 2023, risultano in decremento rispetto all’ultimo decennio, i furti in farmacia registrano un andamento altalenante, con una preoccupante recrudescenza a partire dal 2021. Siamo, infatti, passati dai 974 furti del 2021 ai 1.583 del 2023, con un aumento del 16,1% rispetto ai 1.363 del 2022 (tabella n. 3). I furti, quindi, si confermano la quota prevalente dei reati ai danni delle farmacie, raggiungendo nel 2023 l’81% dei reati complessivi rilevati. Aumentato, di conseguenza, anche l’indice di rischio che, passando da 6,8 a 7,9 furti ogni 100 farmacie, ha raggiunto il valore più alto degli ultimi dieci anni.
Ma vediamo come questi reati si configurano a livello territoriale: la Lombardia si conferma la regione più colpita con 418 episodi, seguita da Campania (229) e Lazio (191). La recrudescenza dei casi ha caratterizzato complessivamente 11 regioni, tra cui la Campania dove gli episodi sono raddoppiati, passando da 114 a 229 furti, mentre un positivo calo si è, invece, verificato in sette regioni, tra cui Sardegna (da 43 a 28 episodi) e Sicilia (da 82 a 70). Per quanto riguarda il livello di rischio, il valore più elevato è stato registrato in Campania, con 13,3 furti ogni 100 farmacie. Un valore ben superiore a quello medio nazionale (7,9) si è registrato anche in Lombardia (12,9), Umbria, (12,6), Emilia-Romagna (11,3), Lazio (11) e Toscana (8,7).
Se poi analizziamo i dati a livello provinciale, Milano risulta la più colpita anche a livello di furti, con 184 episodi (pari a un incremento del 36,3%), seguita dalle province di Roma con 168 furti e Napoli con 150. L’incremento dei casi registrato nella provincia di Caserta (da 17 a 72) ha fatto sì che questa risultasse al primo posto per livello di rischio, con 29,1 furti ogni 100 farmacie. Seguono le province di Bologna con 21,1 furti ogni 100 farmacie e Milano con 20,6. Tra le province caratterizzate da un livello di rischio superiore a quello medio nazionale (7,9 furti ogni 100 farmacie) figurano anche Napoli con 17,6, Roma con 13,8 e Torino con 9,6 (tabella n. 4). A differenza di quanto avviene per le rapine, in caso di furti non ci sono Regioni prive di questi reati: anche le meno colpite (Basilicata, Molise e Valle d’Aosta) accusano di aver comunque subito 2 furti in farmacia nel 2023.
Come operano i malviventi
È indubbiamente utile sapere come e quando avvengono questi “atti predatori” in farmacia, in modo da offrire a chi vi lavora alcuni consigli pratici. Le rapine avvengono soprattutto durante l’orario di apertura e nei momenti di maggior affluenza, effettuate da singoli o poche persone e con armi da taglio e minacce, mentre i furti si concentrano prevalentemente nelle ore notturne, con effrazioni che puntano ai soldi e ai medicinali di valore. Questi ultimi risultano in aumento anche perché a disposizione dei malviventi ci sono ora attrezzature molto sofisticate, che permettono di impiegare tecniche capaci di superare i sistemi di sicurezza.
Conseguenze di questi episodi delittuosi sono, a livello psicologico, un aumentato senso di insicurezza e di stress e, a livello economico, un incremento dei premi assicurativi, insieme a maggiori costi per cercare di adottare antifurti sempre più sofisticati. Va anche ricordato che Federfarma rinnova ogni tre anni il Protocollo di Intesa con il ministero dell’Interno per l’adozione di sistemi di video allarme antirapina collegati in tempo reale con Polizia e Carabinieri, oltre all’opportunità di seguire corsi di formazione con esperti, ampie forme di collaborazione con le Forze dell’Ordine e il monitoraggio costante sui crimini predatori.
La Legge del 2020 prevede, poi, l’inasprimento delle pene per chi commette atti di violenza o minaccia nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie e il Decreto-legge del 2024 estende l’arresto obbligatorio in flagranza per condotte che concretizzano atti di violenza o producono lesioni personali o danni a beni destinati all’assistenza sanitaria. Le mappe del rischio fornite dal Rapporto Ossif possono, infine, fornire utili indicazioni su dove è importante maggiormente proteggersi, avendo sempre ben presente che eventuali reazioni a questi crimini non devono mai compromettere se stessi, il personale e la clientela.
(di Matteo Verlato, Farma Mese n. 3– 2025 ©riproduzione riservata)