Assosalute ha lanciato circa un anno fa una campagna digitale dal titolo “Non mi scadere sui farmaci”, con flight su Facebook, Instagram, YouTube e TikTok. Lo scopo era di “educare e informare sul corretto smaltimento dei farmaci scaduti”, alla luce del fatto che una ricerca Ipsos nel 2023 aveva registrato non poche lacune nel comportamento degli italiani
I risultati della campagna sono stati analizzati dall’Istituto di ricerca The Fool, attraverso una ricerca effettuata su un campione di 1.500 individui rappresentativi della popolazione italiana. È così emerso che è stata vista da 9 milioni di italiani, che per il 97% hanno dichiarato di ricordarla, giudicandola “chiara ed efficace” (molto per il 72%, abbastanza per il 25%). Importante annotare come, dopo aver visto la campagna, il 79% ha modificato positivamente il comportamento, specialmente gli adulti che “ricoprono ruoli attivi all’interno delle dinamiche familiari”. E ancora, dopo la campagna il 71% ha condiviso o discusso con altre persone le nuove informazioni percepite incoraggiando il passaparola, in particolare nei Comuni di medie dimensioni (75%).
In generale, quali sono ora gli atteggiamenti e le attese degli italiani verso lo smaltimento dei farmaci scaduti? La quasi totalità degli intervistati dichiara, innanzitutto, di essere maggiormente disposta a cambiare abitudini e afferma, di conseguenza, di dare molta (75%) o abbastanza importanza (22%) al corretto smaltimento dei farmaci per la tutela dell’ambiente.
Per quanto riguarda i contenitori, inoltre, affermano che nel 62% dei casi li trova ubicati davanti o in una farmacia del Comune, ma non sempre vicini a casa. Auspicabile allora cercare di fare maggiori sforzi per migliorare il sistema, visto che il 7% degli intervistati dichiara di non sapere ancora dove portare i medicinali scaduti.
Positivo il fatto che “più di un cittadino su cinque si è rivolto ai farmacisti per ricevere informazioni”, affermazione che, rafforza il ruolo della farmacia come punto di riferimento, ma è doveroso anche sottolineare come i giovanissimi siano i meno propensi a smaltire correttamente i farmaci scaduti (solo il 50% fa un uso corretto, contro l’85% degli over 65).
“Affinché le propensioni a modificare il comportamento diventino abitudini consolidate -precisa Michele Albero, presidente di Assosalute- è necessario un impegno continuativo in termini di informazione e di educazione, che interessi tutto il percorso del farmaco, dall’acquisto consapevole all’assunzione responsabile, dalla corretta conservazione fino allo smaltimento rispettoso delle regole e del Pianeta”.
Smaltimento: i risultati della ricerca Assosalute
– Il 48% ha imparato che i bidoni per lo smaltimento dei farmaci scaduti non sono solamente in farmacia, ma anche nelle isole ecologiche, specialmente nei piccoli-medi Comuni (54%).
– Il 34% prima di smaltire i farmaci, li separa dalla confezione e mette nel bidone solo loro. Più sensibili i Comuni con oltre 200 mila abitanti (38%).
– Il 24% ha imparato a utilizzare i bidoni presenti in farmacia.
– Il 16% non butta più i farmaci scaduti nell’indifferenziata.
– Il 12% non svuota più le confezioni nel water o nel lavandino.
– Il 7% non sciacqua più i flaconi e le bottiglie prima di smaltirle,come fa con gli imballaggi degli alimenti.
(Farma Mese n. 3– 2025 ©riproduzione riservata)